Novate Mezzola

Caso ex Falck e discarica del Giumello: oggi l’udienza in tribunale

A costituirsi parte civile il Comune di Novate Mezzola e varie associazioni.

Nonini: "Il progetto di messa in sicurezza non è stato rispettato".

Redazione VN – 25 Novembre 2024 14:24

Novate Mezzola, Valchiavenna, Attualità

Area ex Falck discarica Giumello Novate Mezzola Samolaco
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NOVATE MEZZOLA/SAMOLACO – Si terrà qust’oggi, presso il tribunale di Sondrio, l’udienza per il caso Falck Di Novate Mezzola e della discarica del Giumello nel Comune di Samolaco, nella quale il Comune Di Novate Mezzola e varie associazioni sono costituite parte civile.

“L’area ex Falck e la discarica del Giumello sono un lascito di un passato industriale che ha segnato pesantemente il nostro territorio e i suoi cittadini. Risulta infatti che al di sotto del piazzale dell’area ex Falck e nella discarica del Giumello siano state accumulate scorie e i materiali di risulta delle attività dell’acciaieria Falck contenenti elevate quantità di cromo esavalente, un noto cancerogeno, che sono rimasti per tutti questi anni a diretto contatto con il terreno sottostante e quindi con la falda. Intorno agli anni 2000, per le motivazioni che appariranno più ovvie solo 15 anni dopo, viene avviato un progetto di messa in sicurezza che prevedeva l’impermeabilizzazione superficiale tramite asfalto e argilla nel piazzale dell’area Falck e con teli nella discarica del Giumello e la realizzazione di alcune barriere idrauliche nei due siti atte a limitare l’interazione tra le scorie e la falda ed impedire quindi il dilavamento del cromo esavalente, che si ricorda essere un metallo pesante facilmente mobilizzabile ad opera delle acque superficiali”, spiega il sindaco di Novate Mezzola Fausto Nonini.

Area ex Falck discarica Giumello Novate Mezzola Samolaco
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“Nei primi anni del 2000 le opere di messa in sicurezza vengono attuate, ma la certificazione di avvenuta bonifica sarà rilasciata dalla Provincia di Sondrio solo un decennio più tardi, nel 2015. Ebbene, sulla base dei numerosi documenti agli atti si riscontra che il progetto di “messa in sicurezza” non sia stato rispettato – prosegue Nonini -. Nei fatti, alcune opere essenziali per isolare le scorie dalla falda sottostante, non sono state realizzate, come ad esempio le due barriere idrauliche previste rispettivamente nella discarica del Giumello e nell’area Falck, si riscontrano inoltre anomalie nei piezometri, che consistono in dei fori intubati nel terreno di lunghezza variabile che avrebbero dovuto permettere ai tecnici di accedere direttamente all’acqua di falda per rilevarne il livello e le proprietà chimico-fisiche, che sarebbero stati essenziali per poter monitorare e avere dati sull’effettiva contaminazione della falda, ma anche sull’efficacia delle opere di “messa in sicurezza” realizzate. Infatti alcuni dei piezometri presenti sono stati trovati ostruiti e quindi non utilizzabili, pertanto il monitoraggio è stato estremamente limitato rispetto a quanto previsto e da quanto il buon senso suggerirebbe in un caso di tale portata”.

“Inoltre – sempre il primo cittadino di Novate Mezzola – dalle dichiarazioni rilasciate da alcuni lavoratori dipendenti presso il sito sembrerebbe che alcuni piezometri sarebbero stati manomessi. Sempre dagli atti si riscontrano anomalie persino nella copertura superficiale del manto d’asfalto dell’area Falck che si ipotizza non sia stato realizzato come previsto e che quindi limiti il potere impermeabile di questa soluzione che era stata adottata per motivi di costi e per non dover mobilitare centinaia di migliaia di metri cubi di materiale contenente scorie industriali.

“La domanda che viene spontanea e che alimenta i maggiori dubbi nella popolazione e in tutti i soggetti costituiti parte civile è: come sia stato possibile per la Provincia di Sondrio certificare l’avvenuta bonifica di un sito con documentata presenza in massicce quantità di scorie contenenti cromo esavalente e sulla base di un progetto di messa in sicurezza che come detto è stato disatteso in parti sostanziali dello stesso? A distanza di anni ormai dall’apertura del procedimento e con migliaia di pagine di documentazione tecnica ove sono indicate le criticità e le difformità riscontrate relative a tutto l’intervento di “messa in sicurezza” e le conseguenti certificazioni, ci si augura una dovuta e particolare attenzione da parte della magistratura ai fatti, ampiamente documentati e agli atti del procedimento, perché risulta palese purtroppo che in questo procedimento più di qualcosa non abbia funzionato“, tira le somme Nonini.

Nelle immagini visibile l’area Falck con il suo ampio piazzale dove sono stoccate massicce quantità di scorie e il cumulo, ora coperto da vegetazione, della discarica del Giumello con oltre 150.000metri cubi di scorie adagiate sulle sponde del Pozzo di Riva a diretto contatto con il terreno sottostante, il tutto immerso nella Riserva del Pian di Spagna.