TIRANO – Ieri, 26 novembre, è ricorso il centenario della nascita di Brunello Rondi, intellettuale poliedrico e straordinario sceneggiatore nato a Tirano, genio del cinema e della cultura italiana.
Collaboratore fedele di Federico Fellini, ha co-scritto capolavori immortali come La Dolce Vita e Otto e mezzo, e ha lavorato con registi del calibro di Roberto Rossellini (Europa 51, Francesco giullare di Dio). La sua versatilità lo ha reso un pilastro della cultura italiana: regista di cult come Il Demonio (1963), autore di saggi innovativi, poeta elogiato da Ungaretti e Quasimodo, e persino attore accanto a Ugo Tognazzi. Un uomo che, con uno sguardo onnisciente e una creatività ineguagliabile, ha attraversato tutti i movimenti artistici, portando sempre una curiosità intellettuale straordinaria.
RAI Storia lo ha ricordato ieri, 26 novembre, il Festival di Torino ha proiettato la Prova d’orchestra di Fellini, co-sceneggiato da Rondi, mentre il 27 novembre alla Casa del Cinema Rondi sarà celebrato con la proiezione del suo capolavoro, Il Demonio. Prossimamente, grazie a Pupi Avati, verrà riedito il suo celebre saggio Il cinema di Fellini.
“Brunello Rondi non è stato solo un “genio”, come lo definì Rossellini, ma un vero e proprio testimone del nostro tempo, capace di lasciare un’eredità culturale preziosa e sempre attuale. Un orgoglio per Tirano e per l’Italia“, lo ha decantato Isabella Maria Ciapponi Landi, assessore alla Cultura e all’Istruzione.